![]() |
Foro de Exégesis y Teología bíblica del
Instituto del Verbo Encarnado
Beit Shean La Shythopolis dal periodo ellenistico fino alla venuta degli arabi.- Paolo S. Colbi. |
|
Beit Shean La Shythopolis dal periodo ellenistico fino alla venuta degli arabi Por Paolo S. Colbi Tomado de la revista de la Custodia Franciscana de Tierra Santa: «Tierra Santa» |
La città di Beit Shean, menzionata nella Bibbia e che nell’era ellenistica e romano-bizantina ebbe il nome di Scythopolis, trovasi ad Oriente del monte Ghilboa, in località ove la valle di Esdrelon si riconnette alla valle del Giordano. La città stessa giace a centoventi metri sotto il livello del mare, ai piè di Tell-Husn, un’altura, ove scavi archeoiogici hanno messo in luce ben diciotto strati di abitati, il più antico dei quali risale a 4000 anni avanti l’era volgare.
La conca ove giace Beit Shean, o Beisan nella nomenclatura araba, è nota fin da tempo antico per la sua lussureggiante vegetazione, dovuta alla fertilità del suolo, irrigato da vari corsi d’acqua, che affluiscono al Giordano. Ciò aveva di già indotto i dottori del Talmud a esaltare la bellezza del sito col dire che “se il paradiso ha sede in Terra Santa, Beit Shean ne è la porta d’ingresso”. La citazione del Talmud è riportata anche dal p. Donato Baldi OFM nella sua Guida di Terra Santa.
A parte la fertilità del suolo l’importanza di Beit Shean nel passato era dovuta al fatto di trovarsi al crocevia d’importanti arterie stradali e, in particolare, di trovarsi sul percorso della “Via Maris”, la strada che dalla Mesopotamia conduceva all’Egitto. Da Beit Shean si dipartiva inoltre la strada che, costeggiando la valle del Giordano, portava a Gerico, e ne dipartivano pure le strade che portavano a Nablus e a Genin.
Incerta è l’origine del nome Beit Shean che, a quanto pare, significherebbe "dimora di Shean o Shan”, antica divinità cananea.
Gli scavi condotti dall’Università di Filadelfia negli anni 1921-1931 ne hanno rivelato abitati, risalenti all’era calcolitica e a quella del Bronzo Antico. Numerose sono poi nella zona le testimonanze della presenza egizia, presenza confermata da ritrovati archeologici, riferentisi all’epoca dei Faraoni Thutmosi III e Amenhotep III, nonchè ai tempi di Seti I, Ramses II e Ramses III.
Nella Bibbia Beit Shean è ricordata per la prima volta nel Libro di Giosué, dove si legge che la località fu assegnata alla tribù di Manasse, ma che i Manassiti non riuscirono ad impossessarsene e che gli abitanti originari continuarono a risiedervi. Nel Libro dei Giudici (1:27) si fa nuovamente menzione del fatto che Beit Shean non potè essere conquistata dalla tribù di Manasse.
Verso l’anno mille a. E. risulterebbe che Beit Shean fosse in mano dei filistei, poichè nelle sue vicinanze si svolsero i combattimenti con gli israeliti, guidati dal re Saul. II Libro di Samuele ci riporta che il re Saul fu sconfitto e si toise la vita sul Monte Ghilboa. Nel Libro di Samuele (31 ,6-12) e in quello del-le Cronache (1,10-10) si legge che i filistei, spogliato ch’ebbero Saul delle sue armi, le depositarono nel tempio dedicato alla divinità cananea Astarte ed esposero il cadavere del re e quello dei suoi tre figli sulle mura di Beit Shean.
La rivincita degli israeliti avvenne durante il regno di Davide, che tolse Beit Shean ai filistei e, sotto il regno di Salomone, essa divenne sede di una delle dodici prefetture costituite sopra Israele.
NeI 926 av.Cristo la città fu conquistata e distrutta da Shishak, re d’Egitto e fu successivarnente sotto dominio assiro, babilonese e persiano. Durante il dominio dei Diadochi, successori di Alessandro Magno, Beit Shean mutò il nome in quello greco di Scythopolis, ovvero città degli sciti. L’origine di tale nome è stata variamente interpretata. La versione più verosimile vuole che cavalleggeri Sciti, originan dalla Russia meridionaie e mercenari al servizio di Tolomeo II, si sarebbero stabiliti a Beit Shean dandole il nome. Dal dominio del Tolomei d’Egitto (301-198 a. C.) Scytliopolis passò nelle mani della dinastía dei seleucidi, il cui centro era nella Siria e sotto i quali divenne città prevalentemente pagana con templi dedicati a Zeus e a Dionisio, idolo pagano.
All’epoca della riscossa ebraica, promossa dagli asmonei, Beit Shean divenne una città prevalentemente ebraica. Occupata nel 107 av.Cristo da Giovanni Ircano della dinastia degli Asmonei, divenne il centro amministrativo della regione. Alessandro Yannai della dinastia stessa, ricostruì i bastioni della città realizzandone l’importanza strategica.
Nel 63 la “Palaestina” fu conquistata da Pompeo, e Gabinio proconsole romano della Siria, diede novello impulso alla città. Essa divenne la capitale della Decapoli, la confederazione di dieci città, con popolazione e cultura prevalentemente ellenistica, il cui compito era di costituire un’argine all’invasione degli abitanti nomadi del deserto confinante. Tra le dieci città, Scitopoli era l’unica a trovarsi ad Occidente del Giordano, mentre le rimanenti nove trovavansi tutte ad Oriente del fiume.
La Decapoli è menzionata nel Vangelo di Matteo (4, 25), dove è detto che grandi folle seguirono dalla Decapoli la predicazione di Gesù e nel Vangelo di Marco (5,20), ove è detto, che l’indemoniato, risanato da Gesù, rese pubbliche nella Decapoli le grandi cose che Gesù aveva fatto per lui. Nel Vangelo di Marco (7,31) è pur fatta menzione del fatto che Gesù attraversò il territorio della Decapoli. Non è quindi inverosimile, che tra le città meta dei suoi itinerari, vi fosse pure Scitopoli, la città più importante del territorio suddetto.
Durante il dominio romano in Terra Santa, Scitopoli fu al massimo della sua fioritura. Essa si estendeva nella pianura ai piedi del tell, sua originaria sede, e si arricchì di sontuosi edifici pubblici. Del III secolo dopo Cristo è il grandioso teatro romano, che comprendeva 5000 posti. Una strada, affiancata da alte colonne conduceva all’anfiteatro, ove si svolgevano i combattimenti tra gladiatori. Tutti codesti monumenti di Scythopolis romana furono rimessi in luce da scavi archeologici anche recenti.
I1 cristianesimo si diffuse a Scitopoli nei primi secoli dell’Era volgare. Del IV secolo dopo Cristo è la costruzione di una chiesa dovuta alla munificenza del conte Giuseppe. Patrofilo ne fu il primo vescovo e di lui si ricorda, che partecipò al concilio di Nicea (325). Pur avendo il cristianesimo preso piede a Scitopoli, vi si trovavano ancora numerosi abitanti pagani e secondo la testimonianza di san Epifanio, autore del Panarion, molti tra i cristiani locali aderivano all’arianesimo. Durante il breve regno di Giuliano l’apostata, vi furono a Scitopoli disordini anti-cristiani e in tale occasione fu dissacrata la tomba del vescovo Patrofilo (362). Nel 355 vi fu esiliato sant’Eusebio di Vercelli per aver rifiutato al concilio di Milano di condannare Atanasio, vescovo di Alessandria. Ci risulta che egli s’incontrò a Scitopoli con san Gaudenzio, vescovo di Novara e con Epifanio.
Nel 399 un provvedimento di carattere aniministrativo contribui ad accrescere l’importanza di Scythopolis. La Terra Santa fu alora divisa in tre province e Scythopolis divenne la capitale della provincia Palaestina Secunda, comprendente la Galilea, la piana di Esdrelon e la parte settentrionale della Transgiordania. Ciò ebbe impontanza anche dal punto di vista ecclesiastico, poichè Scythopohis divenne sede metropolitana. E’documentato che metropoliti di Scitopoli parteciparono al vari concili ecclesiastici dell’cpoca. Nell’anno 518 la città fu visitata da san Saba, visita che è menzionata da Cirillo di Scitopoli, autore di una vita di san Saba e di una vita si sant’Eutimio. Lo stesso Cirilo ricorda l’esistenza di varie chiese a Scitopoii, tra cui una dedicata a san Tommaso ed altre consacrate rispettivamente a san Giovanni e a san Basilio, un santo locale. Viene anche menzionata da Cirillo l’esistenza di un palazzo vescovile. La città stessa era anche sede di monasteri, tra cui uno eretto nel secolo sesto, dovuto ad una donazione di una matrona di nome Maria. Di questo monastero, nonchè di sinagoghe ebraiche e samaritane dell’epoca, esistono resti di artistici pavimenti musivi. Vanno inoltre menzionate a Beit Shean vestigia di case patrizie di cui sono conservati gil artistici pavimenti musivi.
Scythopolis bizantina aveva una superficie di più di un chilometro quadrato e si estendeva ai due lati del torrente Harod. Data l’ampiezza del suo territorio entro la cinta murale, va supposto che essa albergasse una popolazione ammontante a 30,000-40,000 abitanti, cifra notevoic per i centri urbani in quell’ epoca.
Nel 630 Scitopoli fu la prima città della Palestina ad essere conquistata dagli Arabi musulmani. Essa sarà d’ora in poi chiamata Beisan, nome foneticamente prossimo a quello biblico ebraico. Nei secoli successivi alla conquista araba la città decadde rapidamente.
Essa fu presa da Tancredi, il valoroso condottiero crociato, discendente dalla nota dinastia normanna, che regnò nell’ltalia meridionale e in Sicilia. Tancnedi, sottomessa la Galilea, ebbe ragione delle fortificazioni di Beit Shean, la cui impontanza strategica era dovuta al fatto di già menzionato, che essa assicurava il passaggio dalla valle di Esdrelon al Giordano. La città stessa, centro fiorente all’epoca del dominio romano-bizantino, trovavasi alora in condizioni di abbandono, a causa del malgoverno saraceno. Ciò portò alla decisione di trasferire la sede arcivescovile da Beit Shean a Tiberiade. La città fu peraltro fortificata e venne a trovarsi sotto la signoria di Adam de Béthune. I resti del fortilizio crociato sono tuttora visibili. II 29 settembre 1183, Saladino, attraversato ch’ebbe il Giondano, occupò Beit Shean e la distrusse. Nei 1217, durante il regno di Giovanni di Brienne, arrivati che furono rinforzi da vari stati europei, Beit Shean fu rioccupata dai crociati. Nel 1260, avendo il sultano mamelucco Baibars iniziato una nuova campagna contro il regno crociato, tutta la Galilea venne a trovarsi ben presto sotto suo controllo. Beit Shean, che durante il dominio crociato non aveva mai avuto un ruolo importante, si ridusse ad essere un villaggio arabo di secondaria importanza.
Una certa ripnesa ebbe Beit Shean all’inizio del secolo ventesimo, quando nel 1905 il govenno turco mise in opera una linea ferroviaria a scartamento ridotto, che da Haifa, attraverso la piana di Esdraelon conduceva a Damasco. Beisan, era una delle stazioni ferroviarie di tal linea e, particolare curioso, la stazione ferroviaria stessa era quella situata più basso rispetto al livello del mare di qualsiasi stazione ferroviaria del globo.
Negli anni dei Mandato britannico in Terra Santa la popolazione della bongata di Beisan andò gradatamente aumentando. La stragrande maggionanza degli abitanti erano musulmani, una minoranza erano cristiani di lingua araba ed ebrei. Quando nel 1929 vi fu un eccidio di ebrei a Hebron e a Safed, le autorità bnitanniche consigliamono, pen ragioni di sicurezza personale, l’evacuazione degli abitanti ebrei. Durante gli anni del Mandato britannico iI patriarca latino Luigi Banlassina fondò una missione a Beisan (parrocchia, cappella e una piccola scuola). II patriarcato Greco ortodosso vi manteneva già prima un conventino. Anche la comunità anglicana araba era riuscita ad attrarre a Beisan una trentina di proseliti dall’esistente nucleo ortodosso.
Scoppiato nel 1948 il confiitto arabo-israeliano, si ripeté, in misura anche piè estesa del 1929, l’esodo, questa volta della popolaziona araba di Beisan.
Beit Shean-Scitopoli è ricordata nel novero delle chiese, quale sede titolare. Per i cattolici l’attuale detentore del titolo di Scythopolis è l’arcivescovo Joseph Raya, figura di presule simpaticamente ricondato in Terna Santa, per essere stato tra il 1968 e il 1974 arcivescovo grecocatolico di Acri, Haifa e della Galilea. I Greci ortodossi mantengono pur essi la tradizione del titolo di metropohita di Scythopolis, ne è attualmente detentore mons. Costantino Michelides, che è il rappresentante del patriarca greco per la Giordania.
Beit Shean fa ora parte dello Stato d’israele e conta 14.000 abitanti. Levarie fabbriche impiantate in questa cittadina, sono attive in vari settori, tra cui ha un rolo importante la lavorazione dei prodotti agricoli di cui è ricca la regione.
L’ “Israel’s National Parks Authonity”, che sarebbe L’Ente Nazionale che provvede alla conservazione delle riserve naturali e alla valorizzazione dei tesori artistici e archeologici del Paese, ha estesi progetti, in parte già in opera, per Beit Shean. Un parco archeologico, comprendente le vestigia del ricco passato romano bizantino, ebraico e crociato di Beit Shean- Scythopolis, non mancherà di attrarre turisti, pellegrini e persone interessate ad ammirare e studiare le bellezze naturali, religiose e storiche della Terra Santa.
|
|